ORE 02:20

Infortuni in casa Napoli. Rimpiangeremo Yebda e Pazienza?

Lo strapotere fisico e la solidità di Yebda? Le geometrie e la continuità di Pazienza? Da rimpiangere o ignorare? Due protagonisti indiscussi della cavalcata Champions che farebbero comodo al Napoli e a Mazzarri, lasciati andare via troppo facilmente. Eppure, bastavano pochi spiccioli per trattenere almeno l'algerino, uno che avrebbe anche accettato di buon grado il ruolo di comprimario.

Nella pausa per la nazionale, prolungata dal rinvio di Napoli-Juventus, la mente viaggia nel tempo.
Sono i torridi mesi del mercato estivo, dai quali sembrava che il Napoli fosse uscito nettamente rafforzato. Obiettivo principale era rivoluzionare il centrocampo. Via allora i gregari di lusso Pazienza e Yebda, dentro Inler, Dzemaili e Donadel. Unico reduce Walter Gargano, tra le perplessità dei tifosi.
Fioccano i complimenti per il mercato del Napoli, soprattutto per aver effettuato quel salto di qualità in mezzo al campo che mancava da tempo.

Tre mesi dopo...
Donadel soffre ancora per l'infortunio muscolare patito a fine estate, prima dell'inizio del campionato. La riabilitazione del biondo mediano sembra ancora lontana dall'essersi completata, tanto che l'ex viola, per ora, ha rivestito solo i panni dell'oggetto misterioso.
Gargano, anch'egli vittima di un infortunio muscolare, era rimasto a Napoli tra lo scetticismo dei tifosi. A suon di prestazioni formidabili, ha riconquistato il cuore degli stessi e una maglia di titolarissimo, ritornando ad essere il moto perpetuo che ha fatto impallidire anche mostri sacri come Yaya Tourè e Schweinsteiger.
L'iperattività dell'uruguagio ha favorito l'ambientamento di Inler, unico inamovibile, alfiere della linea mediana. Il turco-elvetico ha mostrato in maniera discontinua di valere i tanti milioni spesi per ottenere le sue prestazioni. Per giustificare l'appannamento saltuario di Inler bisogna ricordare che l'ex Udinese ha potuto godere di pochissimi minuti di riposo.

Protagonista del centrocampo azzurro è Blerim Dzemaili, costato più del proverbiale "occhio della testa". Partenza diesel per l'ex Toro. Dubbiose le prime prestazioni, senza infamia e senza lode. Le ultime hanno invece fatto intravedere talento e personalità; ma anch'egli, come tutto il reparto, soffre infortuni e fatica, tant'è che Mazzarri, senza Donadel e Gargano, è costretto a provvedere all'emergenza, rispolverando Mario Alberto Santana, esterno offensivo, adattato in linea mediana, con discutibili (eufemismo) risultati.

In attesa del recupero di Gargano, disponibile forse nella decisiva sfida contro il Manchester City, la grana principale per Mazzarri è rappresentata dal mancato utilizzo di Donadel, oltre che il gran numero di match importanti ravvicinati, che costringe i pochi presenti agli straordinari, col rischio di ulteriori infortuni. La situazione dell'ex giocatore della Fiorentina potrebbe concludersi anzitempo, attraverso una rescissione del contratto, qualora l'infortunio si dovesse protrarre ancora. Il suo posto potrebbe prenderlo Angelo Palombo. Il capitano della Sampdoria potrebbe partire a gennaio ed accasarsi a Napoli, tra le file di quel Mazzarri che lo ha consacrato come leader del centrocampo doriano.

In attesa che l'infermeria si svuoti e lo spogliatoio si scuoti, in casa Napoli si spera di non dover rimpiangere troppo quei giocatori che l'anno scorso hanno tirato la carretta e che a pieno diritto avrebbero potuto far parte di questa squadra. Ma Mazzarri, si sa, vuole giocatori contati per gestire meglio il gruppo. Vedremo se sarà da ringraziare o criticare l'ortodossa gestione del personale umano a disposizione dell'allenatore toscano.

Riccardo Simeone

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