ORE 00:38

  Sostieni la Libera Informazione Flegrea, l'unico magazine davvero indipendente per Napoli e provincia, dona con Paypal, Postepay o carta di credito

Cagliari-Napoli. Le origini di una grande rivalità

Questa è la domenica di Cagliari-Napoli. Finalmente di pomeriggio, la prima volta in stagione per gli azzurri. Trasferta più ostica non poteva capitare agli uomini di Mazzarri, su di un campo che ha spesso visto i partenopei soffrire la gagliarda opposizione sarda, frutto dell'accesa rivalità che sussiste tra le due compagini, rivalità particolarmente sentita dai colori rossoblù.

Da dove deriva quest'acerrimo senso di rivalsa che porta il Cagliari e i cagliaritani ad avere una marcia in più, rendendoli famelici nella loro trans agonistica?
Il tutto è partito dal lontano 1992, quando Daniel Fonseca passò dal Cagliari al Napoli generando grande amarezza e delusione nei supporters isolani. Tant'è che quando i partenopei giocarono al "Sant'Elia", l'attaccante uruguayano fu subissato di fischi, ululati che hanno portato l'ex bomber a farsi espellere. Nella stagione successiva, il Napoli andò a vincere a Cagliari, grazie proprio a una doppietta di Fonseca, che lo stesso volle arricchire la bella prestazione con un eloquente gesto dell'ombrello sotto la curva cagliaritana, generando urla, parolacce, improperi, muggiti. Nonostante il gestaccio provocatorio di Fonseca, i supporters azzurri presero le difese del loro beniamino e a fine partita gli ultras sardi li attesero per aggredirli mentre si dirigevano al porto. Da quella volta, ogni ritorno del Napoli a Cagliari era una chiamata alle ostilità fatta di cori razzisti e offese.

Infine, l'ultima, ma non meno importante tappa di questa diatriba tutta campanilistica tra Cagliari e Napoli è datata Giugno '97, spareggio salvezza tra Piacenza e Cagliari disputata al "San Paolo". Ad assiepare gli spalti dell'impianto di Fuorigrotta tantissimi sardi, quasi ventimila, mentre ad assistere i pochi supporters emiliani c'era il pubblico partenopeo, spettatore interessato nel tifare contro i rossoblù a causa delle recenti acrimonie. Se poi ci aggiungiamo che il Piacenza, sostenuto dai napoletani, vince 3-1 grazie alle incornate del "toro di Sora" Pasquale Luiso, l'odio totale dei cagliaritani è servito su di un vassoio d'argento, manifestatosi immediatamente dopo il match, con disordini fuori lo stadio e sui treni che trasportavano in Sardegna i tifosi rossoblù.

In seguito, i recenti incroci tra le due compagini in terra sarda, con la cocentissima sconfitta nel 2008, nel recupero, ad opera del solito Daniele Conti, il pareggio rocambolesco del 2010 - con la scena imperdibile della pallonata di Lavezzi ad Allegri - e la vittoria (forse meglio vendetta sportiva) consumata la stagione scorsa, col gol vittoria di Lavezzi all'ultimo secondo, non hanno affatto disteso gli animi tra le due parti.

Anche Ficcadenti, tecnico del Cagliari, si sorprende di cotanta rivalità da parte cagliaritana, tanto da dichiarare: "Napoli? Non sapevo che fosse così sentita la partita da queste parti". Addirittura, l'allenatore ex Cesena, è stato convocato in settimana per un vertice societario il cui tema era "dare la carica" al tecnico per affrontare questa partita al meglio. 
Chi ha spesso calcato il terreno di gioco del "Sant'Elia" è Antonio Langella (136 presenze), napoletano di Ercolano, che ha rivelato: "Quando sono arrivato a Cagliari l'antagonismo tra le due squadre si sentiva molto secondo me però non si tratta di rivalità sportiva ma odio contro i napoletani".

Nonostante queste pesanti parole, l'appello per un tifo responsabile e che non covi odio, proviene proprio dall'Associazione Cagliari Supporters, che, dopo aver mobilitato i circoli isolani, ha stabilito le regole per un sostegno civile ed educato alla squadra di Ficcadenti.            Niente sfottò o cori contro la formazione rivale, ma solo tanta passione per il Cagliari: la Curva Sud, quartier generale dei Cagliari Supporters, sarà colorata di rossoblù e i sostenitori avranno il compito di fornire ai giocatori in campo un'ulteriore carica per arrivare a un risultato positivo.

Al campo e sugli spalti l'ardua sentenza.

Riccardo Simeone

Share