ORE 12:17

Lorenzo, il Magnifico che ha spodestato il Pocho e conquistato Napoli

Domenica sera è nato un grande amore tra Lorenzo Insigne e lo stadio San Paolo, quella che ha eletto il folletto di Frattamaggiore a nuovo idolo del tempio che fu di Maradona, ma anche di Zola, Sivori e lo stesso Lavezzi.

Il Pocho ha lasciato al giovane prodotto della ‘scugnizzeria’ azzurra la maglia, anche se con due numeri in più, proprio per sottolineare la differenza o forse per evitare ulteriori pressioni, ma anche il ruolo di beniamino delle curve, dei distinti e delle tribune dello stadio di Fuorigrotta. Tutti in piedi ad ogni giocata del folletto che è andato via come una promessa, un desiderio da esprimere in una notte di mezza estate, ed è tornato con quella promessa più che mantenuta.

E allora tutta Napoli ringrazia Zeman, che l’ha plasmato, l’ha fatto uomo, gli ha consentito di potersi prendere quelle responsabilità che il suo talento obbligherà Insigne a fare. Si perché hai voglia a dire che va lasciato tranquillo, calmo, va fatto crescere. La verità è che certi giocatori, certi campioni, vanno mandati in campo quanto prima, perché sarebbe uno spreco altrimenti. E il pubblico di Napoli, che, al di là di tutto, è di palato fine e che di Campioni veri ne ha visti, ha subito stretto in un unico grande abbraccio Lorenzo, già ribattezzato ‘il Magnifico’.

Mazzarri gli ha dedicato anche la standing ovation, al termine della gara contro il Bayer Leverkusen, nella quale Insigne non ha segnato, ma ha deliziato con giocate sopraffine, tra le quali l’assist per l’1-0 di Hamsik, cui si uniscono dribbling, serpentine, il tutto a una velocità che ha spesso ricordato proprio Ezequeil Lavezzi.

Il Pocho si, quello che è ormai lontano, che si allena con Ibrahimovic, Pastore, Thiago Silva. Quello che per cinque anni ha trascinato il Napoli fino alla notte di Roma, alla vittoria della coppa Italia, passando per quegli ottavi di finale di Champions League nei quali è stato protagonista di una doppietta al Chelsea che, siamo certi, mai dimenticherà. Se pareva impossibile riuscire a dimenticarlo, ad oggi, sembra proprio che ci sia già qualcun altro ad occupare il suo posto nel cuore dei napoletani.

Se neanche Cavani con i suoi 66 gol in 2 anni ci era riuscito, ogni tentativo sembrava vano. Fino ad un’altra notte, quella di domenica scorsa, quella che si è preso un ragazzino napoletano, di Frattamaggiore, che nelle ultime due stagioni, mentre Lavezzi trascinava il Napoli in Italia e in Europa, giocava prima in Lega Pro e poi in serie B. Da Foggia a Pescara, fino a Napoli. Fino a quella notte che lo ha consacrato nuovo idolo del San Paolo, a nome di tutti i sei milioni di tifosi che nel mondo non aspettavano altro.

Nei prossimi giorni ci sarà anche il tanto atteso rinnovo del contratto, così da blindarlo, da chiudere a doppia mandata la porta di fronte a ogni attacco esterno, od osservatore che possa volerlo tentare. E ce ne sono tanti. Ma Lorenzo ‘il Magnifico’ ha in mente solo due città: Napoli e Pechino. Passando da una notte all’altra.

Quella dell’11 agosto, quando gli azzurri concederanno alla Juventus la rivincita, provando a portar via alla vecchia signora anche la supercoppa Italiana. Con un protagonista in meno rispetto alla notte di Roma, ma senza dubbio con uno in più.

Francesco Monaco

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