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Emanuel Tosi, "ora che ho il mio stile, sono monotematico!"

Photoshock!: Il mondo dei fotografi napoletani, tra chi emerge chi ci sguazza, chi già ci riesce a vivere...e chi invece sgomita per affermare la sua professionalità. Basta una reflex per farti fotografo?

2° ARTIST: Emanuel Tosi : “Ora che ho trovato il mio stile, mi ritengo monotematico!”

 

Emanuel Tosi, fotografo. Cominciamo dalla base. Chi è Emanuel Tosi? Di cosa si occupa?

Sono un fotografo napoletano. La mia passione per la fotografia nasce a 14 anni, quando ho cominciato a collaborare con alcuni fotografi di cerimonie. Fin da quando ho comprato la mia prima reflex, ho usato la fotografia non come mezzo per documentare ma per creare, ideando storie e scene proprio come se dovessi realizzare un film. Proprio per questo mi occupo di fotografia pubblicitaria, realizzo book fotografici, cover per album musicali, come quella che ho realizzato per i Monkey Bros e ho collaborato con Il calendario delle studentesse, oltre a divertirmi con i miei progetti. Da qualche anno mi sono avvicinato alla fotografia analogica e scatto in medio formato.


Qual è il tuo rapporto con la fotografia? ti ritieni un professionista?

Al giorno d’oggi è molto facile chiamarsi professionisti, per alcuni basta il solo acquisto di una reflex. Io non mi definisco professionista, dato che ho ancora molto da imparare e da migliorare per ritenermi all’altezza di coloro che io ritengo davvero professionisti.


In questa rubrica ci chiediamo come si fa a distinguere un professionista da un amatore, e come fa un fotografo a farsi vedere all'esterno come uno che ne fa un lavoro vero e proprio...m
a secondo te in questa città è possibile vivere di questo?

Andando al di là delle differenze di attrezzatura, credo che la differenza non si veda solo sul campo, ma soprattutto a lavoro finito: basta uno scatto per capire se si ha di fronte un semplice amatore o un professionista. 
A Napoli la fotografia cerimoniale è molto richiesta, cosa utile per cominciare e guadagnare per investire in attrezzatura. Ma non è facile per chi voglia andare oltre, si vende poco alle mostre e le poche aziende che ci sono non comprendono l’importanza di una buona foto per una pubblicità efficace.


Qual è il tuo rapporto con le altre forme d'arte? C'è interazione? e se si a che livello
?

Purtroppo non sono un artista a 360°, quando mi viene un’idea per una foto faccio schizzi comprensibili principalmente a me stesso. Mi piace andare in giro alle mostre non solo di fotografia, ma anche e soprattutto di pittura e conoscere artisti interessanti. Mi viene in mente l’esempio del pittore Antonio Conte che, nell’ambito del progetto “Facce da facebook”, mi ha ritratto sulla base di un mio autoritratto fotografico.
Mi ispiro inoltre al cinema, l’altra mia grande passione, soprattutto per l’uso delle luci e delle inquadrature.


Esistono diverse tipologie di fotografia...di moda, astratte, artistiche in generale...in quanti altre tipologie l'arte della fotografia si può catalogare, se questa è catalogabile?

Credo che l’arte della fotografia sia catalogabile e che ci siano tipologie più elaborate rispetto ad altre. Una cosa è fotografare un paesaggio, un’altra è riuscire a cogliere l’attimo, un’altra ancora è ideare una foto dal nulla.


Esistono per te tipologie più importanti di altre? Tu in che modo ti rapporti a questo argomento? ti ritieni un fotografo monotematico o poliedrico?

Non direi che ci sono tipologie più importanti di altre, solo che suscitano emozioni e interessi diversi. Tutti i fotografi all’inizio fotografano paesaggi, alcuni vanno oltre con il reportage, altri ancora si specializzano in altro. Ora che ho trovato un mio stile, mi ritengo monotematico, dato che molti mi dicono che le mie fotografie sono facilmente riconoscibili.


Parlaci del progetto che più ti ha reso orgoglioso

Difficile sceglierne uno, sia perché tutti mi rendono orgoglioso, indipendentemente dove arrivino, sia perché mi annoio facilmente e una volta terminato un progetto subito voglio realizzarne un altro migliore.


E del prossimo progetto che stai affrontando...

Dopo essermi dedicato ad alieni e cyborg, il prossimo progetto è sugli zombie, in fondo Halloween si avvicina! Quello più serio è “Soul in the mirror”, tutto in pellicola in bianco e nero, in cui cercherò di mostrare desideri, ricordi, esperienze dei miei soggetti attraverso uno specchio.


Quali sono i fotografi che hanno segnato la tua formazione, crescita come fotografo?

Sicuramente David Lachapelle, per le sue atmosfere surreali e oniriche, e Richard Avedon, soprattutto per il suo progetto “Danza macabra”.


http://www.flickr.com/photos/emanuel_tosi/


Alessandro Panzeri, 
BulbArtWorks

 

 

 

 

 

 


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