ORE 19:08

Cesaro aumenta la Tarsu e tuona: “Senza inceneritori, tariffe più alte"

La Tarsu a Napoli prosegue la sua corsa al rialzo. Da ieri mattina, il costo di smaltimento per ogni singola tonnellata di rifiuti nella nostra città sarà pari a 147,9 Euro. Un rincaro del 5% rispetto alla precedente tariffa, determinatosi a causa dell'incremento sulla quota di pertinenza della Provincia. Luigi Cesaro ha motivato gli aumenti con l'assenza di impianti – in primis inceneritori – lanciando un guanto di sfida al Comune che, dal canto suo, non ha applicato nessun aumento per la propria quota.

Cesaro ha definito "inferiore a quello previsto", l'aumento della tariffa per la Tarsu in rapporto alla quota spettante alla Provincia. Eppure, l'incremento previsto è pari a circa il 20% dell'ammontare complessivo che, dalla Tarsu, finirà all'ente di Piazza Matteotti. Per la precisione, il costo di rimozione dei rifiuti crescerà di 23 centesimi al metro quadro, andando a determinare la crescita complessiva dei costi per i cittadini di cinque punti percentuali rispetto al passato. Il colpo è stato attutito dalla mancanza di provvedimenti in questa direzione da parte del Comune. Da Palazzo San Giacomo hanno infatti fatto sapere che la quota comunale della Tarsu non è stata ritoccata, contribuendo se non altro a evitare un'ulteriore lievitazione dei costi per gli utenti.

La mossa di Cesaro potrebbe avere anche un sottostante politico, dato che il Presidente della Provincia ha motivato la sua decisione di aumentare le tariffe, con l'assenza di impianti di incenerimento e quella dei siti per lo smaltimento dei rifiuti. "Dobbiamo prendere atto che se non costruiamo un termovalorizzatore di ultima generazione, e se non miglioriamo sensibilmente le percentuali di raccolta differenziata sul territorio, le tariffe di smaltimento dei rifiuti nella nostra provincia saranno sempre più alte che nel resto d'Italia". Questo il pensiero espresso da Cesaro che, dunque, amplifica le divergenze fra singole istituzioni locali sul tema dei rifiuti. E' noto che la Provincia e la Regione spingano da tempo per la costruzione di inceneritori e discariche, incontrando la resistenza strenue del Comune, in particolare nella persona di Tommaso Sodano.

Il messaggio che rischia di giungere ai cittadini, è quello di un'inerzia del Comune verso soluzioni definitive, col risultato di creare le condizioni per gli aumenti delle tariffe. La realtà è che il Comune sta portando avanti, da solo, una battaglia per l'instaurazione di un ciclo dei rifiuti che si fondi su impianti di compostaggio, raccolta differenziata e riciclo dei materiali, ovvero l'opposto di quanto proposto dagli altri enti locali. Del resto Cesaro ha reso più esplicito il suo ragionamento, affermando che: "Noi stiamo facendo la nostra parte, a differenza di altri", con riferimento all'obiettivo di giungere a un ciclo ordinario dei rifiuti.

Cesaro ha infine detto la propria anche sulle dimissioni di Annunziato Vardè (clicca qui). Il Presidente della Provincia ha così giudicato il lavoro che stava tentando di svolgere Vardè, ex commissario alle discariche: "Registriamo puntualmente e ovunque resistenze locali, più o meno motivate. Nel caso di Terzigno, i comuni della zona rossa che avevano assunto precisi impegni per individuare nuovi siti, ancora non hanno comunicato le loro determinazioni. Esistono preconcetti radicati e non si comprende che queste procedure nulla hanno a che vedere con le discariche del passato". 

Fabrizio Ferrante

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  • 20.10.14 Italia
    Le Regioni italiane, virtuose o meno che siano, si ribellano ai 4 miliardi di tagli imposti dalla legge di Stabilità inviata alla Commissione europea in attesa dell’esame delle prossime settimane: tagli 'insostenibili' e che, a detta di tutti, si riverseranno inevitabilmente sulla sanità o comporteranno nuove tasse per non compromettere i bilanci locali.

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