ORE 02:21

L'imMondo del calcio

I retroscena, una prospettiva insolita sul pallone e su tutto ciò che gli ruota intorno. Riccardo Simeone, vicedirettore di ePress, è nell'ImMondo del Calcio.

Inter-Napoli e le polemiche sui media

Arriva salvifica la sosta per gli impegni della Nazionale. Dopo cinque turni senza respiro, i due match dell'Italia (già qualificata ad Euro 2012) permettono alle venti compagini della Serie A di approfittarne, chi per riordinare le idee, chi per recuperare infortunati e tenuta atletica.

La sesta giornata di campionato va dunque in archivio con la classifica ancora troppo acerba per poter cominciare a fare delle valutazioni a lungo termine. C'è da dire che nella tre giorni pallonara è successo qualcosa di molto significativo, seppure ci troviamo appena ad inizio Ottobre, come la vittoria meritata della Juventus su di un Milan stanco e lento, le vittorie di Udinese (battuto il Bologna che pensa all'esonero di Bisoli), Palermo, Lazio e Cagliari, il primo punto per il Cesena, lo scoppiettante pareggio tra Novara e Catania, la prima vittoria all'Olimpico per la Roma in salsa catalana, e, sorpresa delle sorprese, il Napoli che espugna il Meazza dopo ben 17 anni.

Partiamo proprio dalla fine, gli azzurri hanno travolto l'Inter col risultato di 3 a 0. La vittoria, così netta nel punteggio, è passata però in secondo piano a causa del cattivo operato dell'arbitro Rocchi, che ha evidentemente condizionato la gara a favore del Napoli. Nonostante ciò, la prestazione dei Mazzarri's boys è stata caratterizzata da grande maturità, sacrificio e qualità di gioco. Non è un caso che la totalità, o quasi, degli addetti ai lavori (Sconcerti, Boban, Vialli su tutti) hanno evidenziato come la vittoria partenopea sia stata meritata, aldilà dei torti arbitrali.

Non sono dello stesso avviso i giornalisti di SkySport ed altre emittenti nazionali, le quali hanno attuato un autentico bombardamento mediatico. Dal 40esimo del primo tempo di Inter-Napoli, non hanno fatto altro che ripetere che si è trattata di una partita falsata, sminuendo i meriti del Napoli, raggiungendo livelli di ridondanza e frequenza inaccettabili; eppure, l'Inter di canale tematico ne dispone già, profumatamente pagato dai tifosi nerazzurri e non da quelli di tutta Italia. Un atteggiamento, questo, proseguito nel post partita ed addirittura perpetrato il giorno successivo durante la telecronaca di altre partite, anche di campionati esteri.

Un proselitismo esasperato, laddove vi è stata una giornataccia inequivocabile da parte del direttore di gara, che ha semplicemente sfavorito una potente compagine qual'è l'Inter, che però non può certamente arrogarsi il ruolo di vittima, considerati i numerosi casi arbitrali che hanno favorito i meneghini da molti anni a questa parte. Forse, dopo essersela presa con Gasperini, adesso è il turno di prendersela con gli arbitri per nascondere sotto il tappeto tutti i problemi che possiede l'Inter.

È tuttavia comprensibile la rabbia nell'immediato post gara da parte di Ranieri e di Moratti (nonostante quest'ultimo abbia usato parole da padrone del giocattolo, richiedendo la ricusazione dell'arbitro Rocchi). Non è accettabile però che ci sia tanta faziosità da parte di chi dovrebbe garantire imparzialità. È parsa fin troppo evidente una determinata linea editoriale difficilmente giustificabile con la storia del bacino di utenza dell'Inter. Non è un caso che, anche tifosi di altre squadre, dunque garanti di imparzialità, abbiano notato questa iper attenzione nei confronti del danneggiamento dell'undici di Ranieri: nella trasmissione "Terzo Tempo" in onda su Sky Sport e condotto da Mario Sconcerti e Roberta Noè, un ascoltatore non tifoso delle due compagini in causa, ha mosso una critica proprio nei confronti dei giornalisti di Sky Sport, proprio in relazione alla continua ridondanza di commenti a difesa dell'estremo vittimismo interista e di sottostima dei meriti degli avversari, critica accettata e condivisa dall'autorevole giornalista toscano, facente parte da anni del team Sky stesso.

Tornano alla mente le parole dell'onnipresente ed onnisciente Mourinho, il Maradona degli interisti (chissà se anche la Sua effige verrà portato in processione a Milano, così come accade a Napoli con quella del "pibe de oro", secondo qualcuno), quando parlava di "prostituzione intellettuale" da parte dei media nazionali nei confronti delle avversarie dell'Inter.

Bisogna ammettere che lo Special One ci aveva azzeccato ancora una volta, peccato però che abbia sbagliando completamente il bersaglio.

Riccardo Simeone

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