ORE 06:36

L'imMondo del calcio

I retroscena, una prospettiva insolita sul pallone e su tutto ciò che gli ruota intorno. Riccardo Simeone, vicedirettore di ePress, è nell'ImMondo del Calcio.

De Magistris e De Laurentiis. Un amore allo "Stadio" quasi terminale

"Ma non so spiegarti che il nostro amore appena nato è già finito". Parole di Maurizio Costanzo e Ghigo de Chiara, musica del maestro Ennio Morricone, voce di Mina. È l'ultimo verso di "Se telefonando", struggente successo del 1966, che perfettamente si addice all'idillio ridotto ai minimi termini - almeno fino a qualche ora fa - tra il capo del potere spirituale a Napoli, Aurelio De Laurentiis, e il capo del potere politico, Luigi de Magistris.

Un amore nato sotto il segno di Partenope, della dea azzurra che nell'arena di Fuorigrotta tanto alimenta i sogni ed influenza la realtà di cittadini e tifosi napoletani. Erano seduti l'uno accanto all'altro, fianco a fianco, esultanti alle reti di Cavani, corrucciati quando De Sanctis raccoglieva i gol dal proprio sacco. Inseparabili, sempre presenti nel formare il sacro binomio calcio-politica, che dalla Tribuna Vip del "San Paolo" sembrava far presagire a un'indissolubile idillio, col fine unico di regalare alla S.S.C. Napoli un tempio degno del suo nome, uno stadio capace di modernizzare la casa degli Azzurri, e liberare i cittadini di Fuorigrotta dalla congestionante schiavitù dell'appuntamento calcistico fine settimanale.

Eppure, i nodi sono venuti dolorosamente al pettine. Divergenze radicate separano le idee del primo cittadino da quelle del primo tifoso: de Magistris favorevole al nuovo stadio di Ponticelli, De Laurentiis alla ristrutturazione del "San Paolo". Ma quella che poteva prefigurarsi come una semplice differenza di vedute, negli ultimi giorni ha assunto i caratteri della frattura insanabile. La via verso l'orlo del precipizio è stato imboccato dal presidente De Laurentiis, che a margine dell'incontro coi tifosi del Napoli durante il ritiro di Dimaro, ha così tuonato: "Il Sindaco si è messo in testa che prima di andarsene via a tentare la sua carriera politica a Roma vuole lasciare un segno tangibile a Napoli. Ha capito stò paraculo che il Napoli è una cosa importante, popolare, che dà immagine, quindi cosa c'è di meglio che giocare sullo stadio? Solo che ha fatto i conti senza l'oste. Non c'è ancora la legge, che io conosco a memoria". E ancora De Laurentiis: "Il nostro sindaco non ha letto bene la legge. Poiché lui ha avuto i voti della Mennella che è una torrese, quella ha da farsi uno sviluppo a Ponticelli e gli ha fatto mettere un sì su questa ipotesi. Lo stadio a noi serve per fare fatturato, per comprare i giocatori, quindi non possiamo far fare lo stadio a un altro, che facciamo poi gli paghiamo pure l'affitto? Per me la casa è il San Paolo e rimane il San Paolo".

La risposta di de Magistris, non certo l'identikit di chi le manda a dire, non si è fatta attendere: "Siamo sempre stati in sintonia sulla necessità che il San Paolo non va, le sue sono affermazioni gravi e pesanti, si sta lasciando un po' andare. Se non arrivano offerte per il San Paolo cosa facciamo, aspettiamo che crolli?". Il Sindaco continua, sebbene con toni differenti rispetto al suo autorevole interlocutore: "Spiace la reazione del presidente, De Laurentiis sa come stanno le cose e non ce motivo di essere nervoso, deve essere contento se si fa un grande stadio per un grande Napoli. Quello che è certo è che si farà un nuovo stadio e lo si farà con la società perché nella manifestazione di interesse c'è grande apertura alla società".

Un botta e risposta che non lascerebbe speranze. Un amore quasi agli sgoccioli, un idillio bucolico apparentemente segnato, che però, a sorpresa, ha riservato un triglicerico colpo di scena: è infatti di poco fa il comunicato ufficiale di Aurelio de Laurentiis, in cui afferma di aver avuto un colloquio telefonico chiarificatore con de Magistris, in cui si è voluto confermare il rapporto di collaborazione tra le due parti. Il patron azzurro ha avuto modo poi di spiegare le sue dichiarazioni, fugando ogni dubbio su eventuali giudizi riguardanti la trasparenza del Sindaco ed esprimendo il maggiore gradimento a un progetto di ristrutturazione del vecchio tempio del calcio napoletano, ovvero il "San Paolo".

Visto, "Se telefonando..." si risolvono tante cose? 

Riccardo Simeone

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