ORE 07:09

L'imMondo del calcio

I retroscena, una prospettiva insolita sul pallone e su tutto ciò che gli ruota intorno. Riccardo Simeone, vicedirettore di ePress, è nell'ImMondo del Calcio.

Dieci maggio 1987, Napoli campione. Adesso però servono nuovi appuntamenti con la storia

Diecimaggiomillenovecentoottantasette. La storia ha voluto una data. Una serie di numeri che è difficile anche da scrivere a parole. È il giorno in cui la vita della Società Sportiva Calcio Napoli si è fermata al primo dei pochi spartiacque che il corso degli 86 anni di palpitazioni azzurre ha incontrato. Il primo scudetto tricolore si cuce sulle maglie del Napoli di Maradona.

Quel successo, insieme a quelli raggiunti nei tre anni successivi, sono stati gli unici e col passare degli anni, gozzovigliando tra gli stenti nella massima serie, effettuando il più classico dei viaggi danteschi per i gironi infernali della cadetteria e il semiprofessionismo, la nostalgia di quelle memorabili vittorie si è fatto a tratti insopportabile, come una zavorra mnemonica che non permette di guardare dritto al futuro con fiducia ed ambizione. Un blasone legittimo, ma che ha bisogno di una bella lucidata, perché non si può vivere di soli ricordi, perché mentre si rivangava il passato, nessuno pensava al presente e, ancor di più a un futuro che potesse vedere segnate non una, ma tante date come quella di venticinque anni fa.

Pare però che la strada imboccata negli anni dopo il fallimento sia quella giusta, quella che sta vedendo il Napoli di De Laurentiis nuovamente tra i protagonisti di Italia e d'Europa. Certo, vincere è un'altra cosa, ma si può ben dire che la mentalità vincente persa da inizio anni '90, si stia ricomponendo grazie a una crescita costante che non può che aumentare il bagaglio di esperienza dei dirigenti e calciatori azzurri, in vista delle prossime, si spera decisive, mosse. Un'esperienza che sta forgiando anche i tifosi del Napoli; i supporters azzurri di ogni generazione sembravano soffocare nei rigurgiti dorati di un passato lontano ed irraggiungibile. Tanto passionali quanto ossessivamente ancorati nel rimembrare le gesta divine di Maradona e compagni. Ma, forse, anche questo dogma si sta pian piano sciogliendo grazie alle prodezze di Cavani e Hamsik, o grazie all'ambizione della nuova proprietà.

Naturalmente tutto questo non significa abbandonare la gioia di una o più vittorie che in passato hanno portato in auge l'orgoglio di un'intera città. L'importanza del ricordo sta nel fatto che esso possa fungere da volano per nuovi successi, che esso possa effettivamente "ricordare" che certi traguardi non sono affatto irraggiungibili.

Dunque, onore al 10 maggio 1987, onore al primo trionfo del Napoli di Maradona, di Ferlaino, di Ottavio Bianchi ed altri. Da domani in poi però si rinfreschi la memoria, si convinca la storia (e a breve non mancheranno occasioni) che il Napoli merita altre date da poter segnare indelebilmente.

Riccardo Simeone

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