ORE 14:19

A 5 stelle !

Istanze e iniziative del MoVimento a 5 Stelle napoletano e campano, illustrate di volta in volta per ePress da un attento gruppo di attivisti partenopei.

"Io lavoro in un call center"; articolo 18 e diritti negati

Analizzo la frase:
Io=Pronome personale depauperato del significato originario. Considerato recentemente monosillabo arrogante di arcaici retaggi. Lavoro=sostantivo svuotato nel senso, desueto nella pratica. Call Center=luogo fisico dove si pratica fantomatico lavoro non sempre pagato, certamente sottostimato.

In uno stanzone polveroso ed anonimo siamo in dieci, pressapoco. Due turni, mattina e pomeriggio, facce che mutano di settimana in settimana, popolo urlante eterogeneo. Donne soprattutto, di età variabile, dai venti ai cinquanta. Donne che tentano di rientrare nel mondo del lavoro dal quale sono state espulse senza troppi riguardi, travolte dalla crisi ma in realtà perchè l'anello più fragile della catena. Donne giovani che cercano un modo onesto di guadagnarsi da vivere, o semplicemente di mantenersi agli studi. Armate di cuffiette pratichiamo televendite ardite di prodotti ,a volte ,avariati a volte ottimi ,sempre però difficilissimi da piazzare. Le tecniche di marketing sono affidate all'ingegno ed alla buona sorte del lavoratore. Nessuna formazione adeguata circa il prodotto, scarsa conoscenza addirittura dell'azienda madre, e via così di telefonata in telefonata.

La retribuzione è una chimera, fisso risibile, quasi offensivo e percentuali da fame. Un mese di lavoro non sempre equivale alla retribuzione pattuita perchè molti sono i paletti da rispettare. Ad esempio ogni giorno mancato di lavoro è sottratto, abolite ferie, malattia, maternità. Per assenze al lavoro si intendono anche tutti i festivi da calendario: 1 gennaio, 25 aprile, 1 maggio, 2 giugno, 8 dicembre. A meno che non capitino di domenica.

Tutto ciò che è sancito in Costituzione è totalmente violato e quindi questo schifo che si definisce Imprenditoria è fuorilegge! E siamo arrivati al punto, al cospetto del guardiano che la Costituzione ha messo in difesa dei diritti dei lavoratori, ma sarebbe più corretto definirli Diritti dell'Umanità. L'articolo 18 dello statuto dei lavoratori (figlio dell'approccio costituente), il quale stabilisce che un essere umano non può essere privato del lavoro senza una giusta causa, e che non può essere discriminato per razza sesso religione. Una battaglia per la civiltà vinta dopo lotte partecipate e sentite da chiunque intendesse uscire dal Medioevo lavorativo e proiettarsi verso un futuro migliore. Nessuno dunque può mettere per strada un lavoratore a meno che dimostri una reale incontrovertibile ragione, la quale sarà valutata dai giudici dello Stato con tanto di avvocati in difesa di entrambe le parti.

Infrangere l'articolo 18 è reato perseguibile e sanzionabile, macchia la fedina penale e morale di colui che viola la legge. Tutto talmente ovvio da sembrare scontato, eppure così non era appena quarant'anni fa e forse così non sarà in futuro. Nonostante analisti, economisti e studiosi di varie Scuole di pensiero affermino che l'abolizione dell'articolo 18 non produrrà alcun effetto "miracoloso" sui disastri finanziari del nostro Paese, nonostante giurino che ai mercati malati ed infetti il suddetto articolo non faccia nè caldo nè freddo, nonostante tutto politicanti e malaffaristi giocano colpi bassi. Si accaniscono sulla questione ingessando contrattazioni, dialoghi e proposte. Un puntiglio apparentemente sciocco ma nella realtà sordido e raccapricciante.

In un momento in cui dovremmo senza troppi tentennamenti e con la massima onestà intellettuale e morale metter fine ad un sistema delinquenziale di finanza. Invertire la rotta verso un consumo intelligente ed una distribuzione del benessere equa. Combinare Ragione e Saggezza con Domanda ed Offerta escludendo cinismo e buonismo deleteri. In un momento dove tutti siamo chiamati ad un atto di rigore responsabile ebbene i nostri politicantucoli gestiti dalla malavita e schiavi di fanta-imprenditori, si attardano con l'Articolo 18. Ma perchè? Tanto me lo sono chiesto che alla fine ci sono arrivata anch'io.

Fintanto che la Costituzione e lo statuto salvaguarderanno i diritti dei lavoratori, tutti coloro che si sottraggono sono dei malfattori. Perciò il tentativo è legittimare l'illegittimo, trasformare in Bianco il Nero, autorizzare l'impossibile: la schiavitù! Se la regola è frodare la legge, allora che la si abolisca. berlusconi (la minuscola non è un errore) docet! La corruzione dilagante nei partiti, la politica ormai nelle mani dei delinquenti in doppiopetto, la Finanza e le Banche e tutto un universo oscuro che mi sfugge, dettano le priorità dei nostri governi determinando le sorti di intere generazioni di uomini e donne.

Io lavoro in un call center, a me, a noi, l'articolo 18 non si applica, ma sarò in piazza al fianco di coloro che ne godono. Insieme in difesa dei diritti, della Costituzione, affinchè chi mi tiene in schiavitù sia considerato un farabutto, un volgare fuorilegge. Feccia che vive più o meno pericolosamente ai margini della Civiltà e della Legalità!

Maria Garofalo, Movimento 5 Stelle

Share